|
Il restauro i
Dal 13 luglio 1977, data del suo arrivo in Italia, proveniente dall’Inghilterra,
dove era iscritta al n. 6-1946, la povera vecchierella era stata un pochino
maltrattata.
I precedenti proprietari avevano modificato alcune strutture interne,
coperto le paratie originali con del compensato, (ora riportate allo stato
originale) e soprattutto avevano modificato il piano
velico.
In origine infatti, la barca portava una trinchettina bomata sul bompresso
e il boma del mezzana aveva il punto di scotta sul buttafuori (termini
tecnici facilmente deducibili confrontando le foto).
I noltre il Dideci era stata camuffata da motorsailer , con tanto di pulpiti
e candelieri, modificato il dritto di prua ed erano state adottate altre
infelici soluzioni “di comodo”.
Grazie allo Studio
Faggioni e alla sua grande esperienza nel restauro di imbarcazioni
d’epoca e ai carpentieri, la cara nonnina è ritornata
allo stato d'origine in un cantiere spezzino.
Il Dideci è ora nel suo ambiente naturale, dolcemente cullato nelle
acque calme di Cadimare, riportato al suo antico splendore.
Si sono ricostruite: parte della dinette, la cabina di prua, tutto
il pozzetto, le casse nafta, la cassa delle acque nere, tutto l’impianto elettrico e idraulico,
i
piani di coperta e velico, il tutto
con tanta pazienza e grande lavoro, anche da parte mia. Il piano velico
e di coperta sono stati rivisti e ripristinati così come sono stati
progettati in origine, anche con la sostituzione dei bozzelli (circa
cinquanta) con altri in legno prodotti dalla Armando Rapetti
S.n.c. di Genova, che ci ha prodotto anche i collari
in
acciaio degli alberi e del bompresso, mentre le caviglie in
legno e due gallocce in bronzo e legno, queste ultime rifatte in
fusione e donateci, dalla Ditta
Picchetto S.n.c. di Genova.
...tante altre immagini
del restauro>>
|